
Quando si cerca di esportare verso il Senegal, di candidarsi per un finanziamento dell’IDA o semplicemente di capire perché la Costa d’Avorio attiri così tanti investimenti diretti, ci si imbatte rapidamente in un problema: le liste dei paesi in via di sviluppo disponibili online sono spesso obsolete. La Banca mondiale ha però aggiornato le sue soglie di reddito a luglio 2024, facendo passare diverse economie da una categoria all’altra per l’esercizio 2025.
Soglie di reddito 2024-2025: cosa cambia concretamente con l’aggiornamento della Banca mondiale
La classificazione si basa sul reddito nazionale lordo (RNL) pro capite, calcolato secondo il metodo dell’Atlas. Quattro fasce strutturano il ranking: reddito basso, reddito medio inferiore, reddito medio superiore e reddito alto. Il principio è semplice, ma le sue conseguenze sono dirette.
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Un paese che supera una soglia verso l’alto perde potenzialmente l’accesso ai prestiti agevolati dell’Associazione internazionale per lo sviluppo. Al contrario, un paese riclassificato verso il basso riacquista l’idoneità. La classificazione condiziona l’accesso ai finanziamenti internazionali, non solo l’etichetta statistica.
Per consultare la lista dei paesi in via di sviluppo così come si applica nel 2025, è quindi necessario fare riferimento ai dati post-luglio 2024, e non alle tabelle fisse che circolano da anni su molti siti.
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Nel 1987, circa il 30% dei paesi era classificato nella categoria delle economie a basso reddito. Questa proporzione è notevolmente diminuita da allora, riflettendo un progressivo rafforzamento di alcune regioni, in particolare nel sud-est asiatico e nell’Africa occidentale.

Africa subsahariana e crescita del PIL: le economie che progrediscono più velocemente
La maggior parte delle economie a crescita più rapida nel 2025 si trova nel continente africano. Non è un caso: molti di questi paesi combinano risorse naturali abbondanti e recenti riforme economiche.
- Il Sud Sudan mostra una crescita del PIL prevista tra le più elevate al mondo, sostenuta dalla produzione petrolifera, nonostante una persistente instabilità politica.
- Il Senegal beneficia dell’avvio di nuovi giacimenti di idrocarburi e di massicci investimenti nelle infrastrutture, con una forte crescita prevista.
- L’Uganda punta sull’idroelettrico e sul turismo per diversificare la propria economia oltre l’agricoltura.
- La Costa d’Avorio continua ad attrarre investimenti diretti esteri nell’agroindustria e nei servizi, confermando il suo ruolo di motore regionale in Africa occidentale.
Si potrebbe essere tentati di guardare solo ai tassi di crescita del PIL, ma non dicono tutto. Crescita forte non significa sviluppo acquisito. Un paese la cui crescita si basa esclusivamente sull’esportazione di petrolio rimane vulnerabile agli shock dei prezzi. La diversificazione economica rimane il criterio determinante.
Esportazioni di materie prime e fragilità strutturale
La maggior parte dei paesi africani a forte crescita trae i propri redditi dalle esportazioni di risorse naturali. Petrolio, gas e minerali rappresentano una parte dominante delle loro entrate da esportazione. Il problema: quando i prezzi globali crollano, i bilanci nazionali si contraggono bruscamente.
È proprio per questa ragione che la CNUCED, nel suo rapporto 2025 dedicato ai paesi meno avanzati, insiste su i servizi come nuova via verso la trasformazione strutturale. Servizi digitali, logistica, finanza, turismo: questi settori offrono una base più stabile rispetto alla rendita petrolifera.
PMA, paesi in via di sviluppo, economie emergenti: le distinzioni che contano per i finanziamenti
Spesso si mescolano questi termini, e questo è un vero problema operativo. I paesi meno avanzati (PMA) formano un sottogruppo identificato dalle Nazioni Unite, che ospita circa un miliardo di persone. Il loro peso nel PIL mondiale rimane marginale, intorno all’1,3%. Catturano solo una frazione minima degli investimenti diretti esteri e delle esportazioni mondiali.
Un paese in via di sviluppo non è necessariamente un PMA. La Costa d’Avorio, il Senegal o il Bangladesh sono paesi in via di sviluppo, ma il loro percorso economico differisce radicalmente da quello del Sud Sudan o del Niger. I criteri di inclusione nella categoria PMA combinano reddito pro capite, vulnerabilità economica e livello di capitale umano (salute, istruzione).

Conseguenze sull’accesso agli aiuti e ai prestiti
Per un esportatore o un finanziatore, la distinzione non è teorica. Un PMA beneficia di preferenze commerciali specifiche (dazi doganali ridotti, accesso facilitato a determinati mercati). Un paese che esce dalla categoria PMA, ciò che l’ONU chiama “riclassificazione”, perde questi vantaggi per un periodo di transizione.
L’UNCDF, braccio finanziario delle Nazioni Unite dedicato ai PMA, concentra le sue interventi su queste economie per una ragione precisa: è lì che il capitale produce l’effetto leva più forte sulla crescita inclusiva.
Popolazioni e difficoltà economiche: la realtà sul campo in Africa
Le indagini di Afrobarometer condotte tra le popolazioni africane mostrano che la maggior parte degli abitanti continua a fronteggiare difficoltà economiche concrete, anche nei paesi che mostrano una crescita sostenuta del PIL. Il divario tra gli indicatori macroeconomici e la vita quotidiana rimane marcato.
L’accesso alle infrastrutture di base (strade, elettricità, acqua potabile) rimane un freno principale in molti paesi dell’Africa subsahariana. Gli investimenti in infrastrutture stanno progredendo, ma il loro ritmo non è sempre sufficiente ad assorbire la rapida crescita demografica della regione.
Il Gruppo della Banca africana di sviluppo sottolinea che l’Africa continua a dimostrare resilienza nonostante le incertezze economiche globali. I ritorni variano su questo punto a seconda delle sottoregioni, ma la tendenza generale rimane quella di una crescita africana superiore alla media mondiale, sostenuta dal consumo interno e dagli investimenti nei servizi.
La questione per il 2025 e oltre non si riassume nel sapere quali paesi figurano su tale o tale lista. Ciò che conta è comprendere quali meccanismi, classificazione della Banca mondiale, status PMA presso le Nazioni Unite, idoneità ai finanziamenti agevolati, determinano le opportunità reali per ogni economia. Una soglia di reddito superata può chiudere una linea di credito o aprire un mercato, e questi cambiamenti avvengono ogni anno a luglio.